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Vini Veri

Esistono luoghi del cuore, rifugi dell’anima, pertugi del gusto, anfratti del piacere ma per lo piu’ sembrano forme espressive volte a mascherare la personale ricerca del piacere eno-sensoriale.

Il CIVICO 25 di Perugia rappresenta da sempre una tappa fissa dove rilanciare  passione e  curiosita’ per il vino che non flette a distanza di decenni di calici in liberta’, senza museruola.

In compagnia dell’amico Nicola, con il quale condividiamo da sempre la medesima passione per il vino (e per il calcio), amiamo farci guidare da sempre dall’oste (tastato) alla scoperta di nuovi viticoltori, sovente del territorio, in modo da fondere entrambi i piaceri regionali.

CANTINA NINNI di Gianluca Piernera – Spoleto Fraz. Terraia

Si tratta di una cantina giovanissima (5 anni di produzione) radicata su terreni argillosi ad un’altitudine di 350 mt.

Un giovane produttore che ha costruito la cantina prima della casa. Nessun diserbante, nessun concime ed il solo “aiuto” alla vite in fase vegetativa con alghe marine. Integralismo BIO.

   MISLULI – 2017

Blend al 50% di Malvasia e Procanico, fermentazione lieviti indigeni e macerazione sulle bucce in botte. Vinificazione in legno 4 mesi, acciaio 4 mesi ed in vetro 6 mesi.

Il risultato e’ un prodotto inebriante, di colore giallo dorato in sintonia con la macerazione, ma FRESCO.

Note agrumate con una declinazione piu’ dolce di frutta gialla equilibrato da una  mineralita’ elegante ed una sapidita’ salmastra, iodata. Un PREMIO.

Da qualche anno a questa parte evito vacanze stantie frazionandole in modo da rilanciare l’entusiasmo annusata la flessione.

La prima “frazione” del 2018 l’ho trascorsa nel Cilento, ad Acciaroli.

Il Cilento è una subregione montuosa della Campania in provincia di Salerno, nella zona meridionale della regione. La zona è limitata a nord dalla catena dei monti Alburni e a est dal Vallo di Diano. Si fa derivare il nome da “cis Alentum” (“al di qua dell’Alento”), anche se il fiume non ne segna più il confine. E’ una zona molto ampia che attraversa numerosi comuni della costa e dell’entroterra, da Agropoli (roccaforte dei pirati saraceni), a Sapri e poi ancora verso l’interno, al confine con la Basilicata.

Ho scoperto con il tempo che e’ attitudine diffusa dei viaggiatori accompagnare le pietanze locali con vini del territorio.

Per me e’ sempre stato cosi’, questa commistione multisensoriale completa nei dettagli il viaggio stesso e definisce sfumature del territorio lasciate incomplete dalle visite.

Tra i bianchi Campani prediligo da sempre il fiano anche se la mia cultura rispetto alla versione cilentina resta da costruire.

Ad oggi gli ettari vitati a Fiano, in tutto il Cilento, sono circa 70 per una produzione annua media di 300.000 bottiglie di fiano in purezza. Come già detto, il territorio è molto vasto e variegato e presenta caratteristiche pedo-climatiche molto diverse tra di loro, andando da paesi posti lungo la costiera a quelli interni posti su colline e montagne che arrivano a sfiorare i duemila metri.

Tra le diverse bevute ne segnalo 2:

Alfonso ROTOLO – Valentina 2016

L’azienda ed i vigneti si trovano a Rutino, a pochi Km da Agropoli, circa 7 ettari trasmessi da 3 generazioni alcuni dei quali piantati nel 1930.
La beva evidenzia immediatamente tostatura e speziatura con rimandi gradevolmente dolci ed equilibrati di frutta gialla. Al palato esprime forza, struttura ed opulenza conferiti da un saggio utilizzo del “legno”
con una sapidita’ dissetante. Finale lungo e pulito.

Luigi MAFFINI – Kratos 2016

L’azienda nasce all’inizio degli anni 70 a Castellabate su dolci colline che si affacciano sul tirreno.
Il Kratos vinifica in acciao e mi ha rapito immediatamente per il colore giallo paglierino carico, quasi dorato. Anche in questo caso le note di tostatura sono state immediatamente domate dai sentori di frutta
gialla delicate completate da una mineralita’ misurata che conferisce una freschezza deliziosa e lenitiva considerando l’arsura di stagione.

Dopo un San Silvestro e un Capodanno trascorsi tra Montefalco e Bevagna, al mattino del 2 Gennaio si riparte alla volta di casa.

Ma prima di lasciare le colline umbre una tappa è d’obbligo per chi è sempre alla ricerca di “souvenir enologici” da portare con sé e poi stappare nelle occasioni più diverse.

Si scende da Montefalco e, poco dopo aver lasciato dietro di sé il centro abitato, una freccia in legno grezzo indica la destinazione : Antica Azienda Agricola Paolo Bea.

Essere qui trasmette sensazione di quiete e l’atmosfera che vi si respira è quella dei luoghi senza tempo : dove il presente è prosecuzione di un passato, disteso verso un domani che non dimentica nulla.

Per capire questo, più che le mie parole, credo valgano le immagini :

Una breve visita in cantina e riparto con il pieno di bottiglie di questo straordinario vignaiolo.

Al momento di caricare i cartoni in auto, una anziana signora (credo la moglie di Paolo Bea) mi dice con un tono tra il preoccupato e l’affettuoso : “Mi raccomando giovanotto vada piano per strada perché i nostri vini non amano essere strapazzati “.

Rassicuro e rifletto : qui si ama quel che si fa.

Il vino che oggi apriamo per Il Brillo Parlante :Arboreus 2010, da uve Trebbiano Spoletino.

Giampiero Bea – attuale “Deus Ex Machina” dell’ azienda assieme al fratello Giuseppe – ama ripetere che i loro vini non vengono prodotti bensì “si generano” da soli con la semplice assistenza dell’uomo dalla vite al calice.

Per sapere come ciò avvenga basta leggere l’etichetta : c’è scritto tutto.

E ora il momento tanto atteso : berlo !

Colore dell’oro antico, talvolta dell’ambra, comunque brillante.

Naso inizialmente chiuso, ma dopo qualche minuto ecco arrivare albicocca secca, miele, una leggera speziatura, su una base minerale con note salmastre e una leggera volatile ; col passare del tempo sempre più ampio e complesso ( subentrano nocciola e zafferano ).

Il sorso è incredibilmente rispondente alle sensazioni olfattive : fresco, minerale, sapido e di infinita lunghezza e persistenza. In sottofondo affiora un tenue, vellutato, piacevolissimo tannino: bevuto ad occhi chiusi potrebbe in alcuni momenti sembrare un rosso…..

Un Vino Buono – Vero – Vivo !