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Champagne

Incuriosito da alcune recensioni lette sul web, sguinzaglio il mio pointer alla ricerca della preda.

La ricerca non è affatto facile, anzi risulta alquanto difficile e piena di intoppi.

Occorre esaminare diversi elementi: conservazione, livello del liquido e soprattutto il prezzo.

Finalmente, dopo due mesi di indagini il mio fido segugio porta a casa la preda: la “Cuvée Des Enchanteleurs 1996” della maison Henriot e mia!

Il 1996 nella Champagne è stato un anno strepitoso, dove la maturazione dell’uva ha raggiunto valori al di sopra della normalità.

La maison Henriot si trova nel centro del villaggio di Pierry, nel dipartimento della Marna a sud di Epernay.

Composta dal 55% di chardonnay e 45 % di pinot noir, la cuvée brut deve il suo nome agli abili “Cantinieri”, dopo una richiesta da parte del patron Paul Henriot.

La cuvée viene fatta riposare sui lieviti per almeno 12 anni prima del dégorgement ed è figlia del compianto chef de cave Daniel Thibault (scomparso prematuramente).

Immerso nella stupenda baia di San Nicola, ai piedi di Peschici, e circondato da una natura vogliosa di recuperare quanto lasciato in quello sciagurato luglio del 2007, abbandono i miei sensi alla ricerca di emozioni.

Lo verso, lo ammiro e lo avvicino al naso, e con un doppio carpiato mi tuffo dentro… porca paletta che champagne!

Il coefficiente di difficoltà molto elevato rende la gusto/olfattiva intrigante e complessa.

Un color oro intenso e una bolla ancora viva mi conducono in una show room di torrefazione, dove il negoziante è pronto a propormi miscele esotiche di ogni genere.

Faccio fatica a tornare sul trampolino, e resto ancora un po’ dentro ,sedotto dalle intense note di pietra focaia degli chardonnay della “Côte des Blancs”.

Finalmente decido di assaggiarlo e improvvisamente una nota mielosa accarezza il palato.

L’opulenza di una grassa nocciola e di un agrume candito mascherano la sapidità , ma a stupirmi è il perfetto equilibrio di uno champagne ormai maggiorenne.

Un grandissimo champagne!!!

 

Finchè si avranno passioni non si cesserà di scoprire il mondo.

Cesare Pavese                 

                                                Deg.17/06/2018                        

 

      

Viticoltori da cinque generazioni,i Belin cercano di preservare l’ambiente locale e comunicano questo rispetto tramite i loro vini. In vigna si applicano la lotta ragionata e l’inerbimento.Olivier Belin cerca di fare Champagne equilibrati e di facile bevibilità nei suoi vigneti della Vallèe de la Marne.

 

Abbiamo scelto per questa breve selezione il –Bel Instant Brut- composto da: Pinot Maunier 80%; Chardonnay 10% e Pinot Noir 10%, ricavati da vigne di circa 30 anni.

Dal lavoro di un anno in vigna, Olivier, riesce a mettere in commercio circa 16000 bottiglie di questa etichetta.

Il Bel Instant è la bollicina ideale per accompagnare aperitivi o pietanze a base di carne bianca, presentando nel bicchiere un perlage  delicato e persistente.

Con una buona maturità, questo brut offre al naso un bouquet di pesche e albicocche accompagnato da note appena vanigliate. In bocca, la prima a presentarsi è nuovamente la frutta  seguita subito dal caramello che senza infastidire lascia spazio a sentori molto piacevoli di pane appena scottato.

Dunque, questo fu ” Tradition” di Olivier Belin, secondo noi de Il Brillo Parlante, può accompagnare i vostri aperitivi al mare o in città, donandovi momenti armoniosi!

Quando scelgo uno champagne da bere sembro quasi il tenente Colombo alla ricerca dell’assassino…

Inizio ad indagare sulla storia della maison, dove sono ubicate le vigne e come viene prodotto, poi quando ho terminato con gli interrogatori, ed ho in mano tutti gli indizi, inizio il mio viaggio.

Ogni beva mi porta tra piccole e grandi parcelle, Premier e Grand Cru sparse nella Champagne, tra odori tipici di quel terroir e il duro lavoro dei tanti vignerons, che dedicano ogni piccolo istante della loro vita a quello che è la loro vita!

Così acquisto il biglietto e parto verso Ambonnay, cercando di scoprire il blanc de noir brut Henri III 2008 di R.H. Coutier, composto da uve 100% pinot noir da vigneti Grand Cru, a sud della Montagne de Reims, zona vocata per il vitigno succitato.

I vigneti sono composti da due terzi di pinot noir ed un terzo di chardonnay, mentre la gestione della maison è affidata a René Coutier con la collaborazione della moglie Nathalie ed il figlio Anthony.

Un pinot noir dallo stile classico con una grande struttura, caldo sensuale e seducente, esotico e maturo come una banana riposta un paio di giorni nella credenza.

Naso e gusto sgomitano in quanto a complessità, morbido e burroso, con sbuffi agrumati e canditi, ma tendenzialmente con frutti rossi in maggiore evidenza.

Una bolla finissima e una acidità bilanciata rendono questo champagne un ottimo compagno di viaggio.

Un viaggio che vorrei non terminasse più, quindi rallento e aspetto passivo a percepire gli elementi più reconditi di un’anima ancora velata…cala il sipario ma il pubblico continua ad applaudire…

 

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. 

Marcel Proust