Orto di Venezia

L’isola di Sant’ Erasmo, nella laguna di Venezia, è un luogo incantato.

A quell’incanto, dalla vendemmia 2006, contribuisce Michel Thoulouze – un passato da magnate delle televisioni – con il suo vino : Orto di Venezia, appunto.

Il nome deriva dal fatto che quest’isola era tradizionale fornitrice di verdure e vini per la Serenissima sin dal 1500; e proprio alle consuetudini agricole di quel tempo Thoulouze si è ispirato per produrre il suo vino con gli illuminati consigli di Alain Graillot ( padre del Crozes Hermitage ) e Claude Bourguignon ( agronomo di Romaneè Conti ).

4,5 ettari di viti piantate direttamente nel suolo della laguna ( “ho tratto il vino dall’acqua” – dice Michel ) – e secondo i dettami di Bourguignon : ” Mai un segno d’aratro, mai fertilizzanti chimici, mai diserbanti.

I vitigni sono Malvasia Istriana al 70 % ( il vitigno tipico della zona ), Vermentino al 30 % e – strano ma vero – Fiano al 10 % ; fermentazione e affinamento solo in acciaio.

15.000 bottiglie all’anno, più qualche centinaio di Magnum che vengono invecchiate all’interno di un sandolo ( tipica imbarcazione veneziana ) fatto appositamente affondare in laguna.

Nel nostro calice l’annata 2011 : dorato all’occhio, non particolarmente profondo al naso con piacevoli note di pesca bianca, esprime il suo lato migliore in bocca con una nota alcolica decisa ( 13.9 gradi in etichetta ) ma stemperata da coinvolgenti mineralità e sapidità, che ne fanno un vino “da sete” , verticale e invogliante al sorso continuo.

Sul finale affiorano sensazioni di iodio e idrocarburi ; sullo sfondo – mai invadente – l’aromaticità della Malvasia.

Nonostante l’afa e l’ora insolita ( le  5 del pomeriggio ) una bevuta appagante.

 

 

1 Commento

  • Michele
    Michele
    1 anno ago

    Storie di viaggi, storie di storie, storie di “sete” risolta, storie di bottiglie andate.

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