MISERERE 2001

Il “MISERERE 2001” del produttore spagnolo “Costers del Siurana” è un vino rosso invecchiato composto da un assemblaggio di uve carinena, cabernet sauvignon, garnacha e tempranillo. Ma prima di affrontarne la disanima tecnica ed emozionale, è interessantissimo parlare un po’ del territorio che lo ha generato. “El Priorat”  è una splendida regione vinicola incastonata tra le montagne della zona pre-costiera meridionale della Catalogna, in Spagna,  che si contraddistingue per il suo singolare suolo di ardesia, qui chiamato «Llicorella». La llicorella è ricca di quarzite; rompendola con le mani, si notano evidenti striature bruno-rossastre che rivelano la presenza del ferro e “tracce” di terra.  Il sottosuolo è ricco di sostanze minerali. Lo strato di roccia si sviluppa per un’altezza di circa 4/5 metri. Questo costringe le viti a generare un apparato radicale molto profondo. Le radici si insinuano nella roccia sottostante, che è molto friabile, trovando nelle sue fessure un po’ di terra e qualche goccia di umidità. Radici lunghissime, ma tronco molto basso, per la mancanza di suolo fertile. E poi il clima. Estremamente arido con l’acqua che non ha possibilità di stazionare in superficie, ma raggiunge velocemente gli strati più profondi del sottosuolo. Le montagne di Montsant favoriscono tali condizioni formando una barriera alta oltre 1.000 metri che protegge questa zona dal tempo inclemente che potrebbe scendere da nord. La scarsità di acqua costringe la vite a produrre acini molto piccoli e fortemente concentrati. La combinazione di suolo povero e clima arido fa scaturire  esigue quantità di uva. Il mare, poi, esercita una grande influenza sui vigneti. Tali condizioni producono un microclima pieno di sfaccettature, fatto per il vino. Il centro della regione è costituito dal paesino di Gratallpos, con una popolazione poco superiore ai 250 abitanti, situato a 40 km a ovest di Tarragona, nella provincia catalana. La varietà tradizionale è il Garnacha (Grenache); tuttavia, dopo la diffusione della piaga della filossera ha avuto inizio la coltivazione della Cariñena (Carignan), che ancora oggi domina la regione. Con altrettanto successo vengono coltivati anche Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah.

il Priorat era un immenso vigneto. Tutte le colline erano state terrazzate e vi si coltivava la vite. Poi arrivarono i musulmani e con loro il declino della viticoltura. Quindi la prima rinascita. C’è una data fondamentale nella storia vinicola del Priorat: nel 1163 viene fondato il Monastero di Scala Dei (Cartoixa d’Escaladei) dai monaci cartusiani (o certosini). Le terre assegnate al monastero vengono governate con potere assoluto dal Priore. Da qui il nome dell’intera regione. Durante tutto il periodo di governo dei monaci la viticoltura riprese con tanto vigore che, a partire dal XIV° secolo, si può parlare di monocultura della vite nel Priorat. E monocultura rimase fino al 1879, anno in cui l’enorme vigneto fu attaccato dalla fillossera. Di nuovo la crisi, profondissima, con esodi di massa della popolazione alla ricerca di sorte migliore. Un dato può fornire un’idea della dimensione della crisi: a tutt’oggi, degli undici comuni che formano la regione del Priorat, alcuni contano soltanto poche centinaia di abitanti. E’ del 1954 il riconoscimento del Do (Denominación de Origen) e del 1974 il raggiungimento della Doq (Vinos de Denominación de Origen Qualificada; Qualificada invece di Calificada ). Ma fino al 1979, quella del Priorat era una zona vinicola di poco conto, con meno di 600 ettari di vigneti per una regione rurale segnata da difficoltà economiche e dall’emigrazione giovanile. La nuova fioritura della regione è strettamente legata al nome di René Barbier, che nel 1979 ha saputo riconoscere il suo enorme potenziale per la produzione di un vino straordinario, dando vita insieme ad alcuni amici al progetto Clos Mogador. I vini del Priorat si sono presto conquistati una fama mondiale fino ad affermarsi leader indiscussi nel 1993, quando Alvaro Palacios presentò sul mercato con grande successo il suo Ermitá del Priorat a un prezzo ancora più alto rispetto al Vega Sicilia, allora il vino spagnolo più caro. Insieme alla Rioja e al Ribera del Duero, il Priorat è oggi una delle più celebri regioni spagnole per la produzione vitivinicola. La zona è innervata di ruscelli tortuosi: Il Riu Siurana, innanzitutto, affluente dell’Ebre, Il Riu Montsant, che scende dall’omonimo massiccio che delimita ad ovest il Priorat, il Riu Cortiella e, infine, il Riu d’Escaladaei.

Lungo le rive del Siurana, nasce “Costers del Siurana”, nota oggi anche come Clos de l’Obac, dal nome del loro vino principale e più famoso. E finalmente torniamo  al “MISERERE 2001”. I vini del Priorat sono tipicamente concentrati, intensi e pieni, con caldi accenti di frutta e le classiche note minerali di ardesia. Certo, il prolungato invecchiamento ha debilitato la fittezza della trama. Ma questo “Miserere” è buonissimo.  E’ un vino ancora capace di stupire. Il “Miserere 2001” non presenta momenti di vera difficoltà. Il tappo è un po’ andato e c’è una naturale riduzione iniziale. Non è un semplice dire quando è stato il momento di massima espressività di questo campione. Ma se la ciliegia fitta e croccante ha lasciato il posto ad una generica frutta rossa sotto spirito , troviamo note di tabacco, cuoio, fumé, cenere. Il tannino e l’acidità sono presenti e col residuo corpo regalano un vino quasi morbido, preciso, nonostante alcuni cedimenti sedimentati nel tempo. In bocca è godurioso con una chiusa straordinariamente lunga e sapida. Altri campioni coevi bevuti in passato erano in piena rotta organolettica. Il “Miserere” no. Vivo e pulsante come lo si può essere a quasi vent’anni dalla vendemmia.Un gran bel bere, per nulla scontato. Lo si può dire senza tema di smentita.

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