LUCI, il trebbiano di Praesidium

Da tempo ho scoperto i vini del produttore abruzzese “Praesidium”. Poi ho visitato l’azienda vitivinicola in quel di Prezza, in provincia dell’Aquila. Raccontarla è un piacere, a cominciare dalla figura del titolare, Ottaviano Pasquale. Ottaviano ha raccolto l’eredità paterna nonostante percorsi esistenziali alternativi ( è laureato in Psicologia). Ma l’ha fatto non come chi subisce un destino fatale, ma come chi è dotato di un’intima vocazione ed è mosso da una passione sempre crescente. Il suo eloquio, quando ci siamo incontrati per la prima volta, è stato caldo e vibrante di emozione nel descrivere le sue creature, le ineffabili riserve di Montepulciano d’Abruzzo che l’Azienda “Praesidium” produce da oltre vent’anni. “Praesidium” è un presidio soprattutto dell’agricoltura virtuosa. In un mondo sempre più bisognoso di “veri” contadini e di un rapporto con la Natura corretto e rispettoso, la famiglia Pasquale implementa uno stile agronomico che bandisce l’uso della chimica e rifugge ogni forzatura. Per cui se occorre nutrire il terreno lo fa solo con letame reperito in stalle del circondario o seminando tra i filari piante da sovesciare, in particolar modo leguminose apportatrici del prezioso azoto. I trattamenti per fronteggiare peronospora e oidio sono solo quelli a base di rame e zolfo. Ogni lavoro in vigna è manuale: per la rimozione di erbe infestanti c’è la zappa; potature, spollonature, sfogliatura e raccolta delle uve affidata a mani rispettose e sapienti. Le basse rese e le forti escursioni termiche forniscono una materia prima eccellente che Ottaviano si guarda bene dallo stravolgere in cantina dove l’interventismo è pressoché nullo. Dopo la pigia-diraspatura di rito infatti la fermentazione avviene spontaneamente, senza lieviti selezionati. Il vino poi permane in acciaio e in legno per periodi variabili a seconda che si tratti di Cerasuolo o di Montepulciano. I vini non subiscono l’impoverimento recato dalla filtrazione e il depauperamento causato dalla pastorizzazione; solo decantazione naturale previa opportuna serie di travasi e quote esiziali di solforosa solo in fase di imbottigliamento. Nessun segreto dunque, nessuna oscura alchimia : Ottaviano Pasquale fa il suo vino così, come l’uomo ha sempre inteso fare dalle sue parti, naturalmente. I risultati? Eccellenti! Ma “Praesidium” da in po’ di tempo non è solo Montepulciano: è anche Trebbiano. Ho assaggiato il “Luci” 2016. Da una manciata di viti di 7 anni d’età Ottaviano ricava solo 1.970 bottiglie. La conduzione agronomica è, come di consueto, esemplare: potatura invernale e verde; zappatura rigorosamente manuale; nessun diserbo chimico. In cantina utilizzo dell’acciaio per la vinificazione. Nessuna filtrazione. L’aspetto è di un intenso giallo con riflessi dorati. Il naso colpisce per il nitore dei profumi, con un fruttato che richiama la pesca gialla e il kiwi . Al gusto il nettare si presenta deciso e opulento, dall’alcol potente ma ben calibrato con freschezza e sapidità, con un finale piacevolmente minerale. Una delizia!

 

 

 

 

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