“LES DELIES” 2004 a “FONTANA DELLE ROSE”

La nostra vita non è tutta raccolta in un unico luogo ma, come capita per quei pittori la cui opera è dispersa in diversi musei, una certa rimembranza, un’esperienza, una scheggia di pura esistenza spirituale, potrebbero rimanere incagliate in un posto speciale che sia diverso dalla nostra abituale dimora . Sovente questi angoli di mondo li si sente chiamare luoghi dell’anima.  Lì , in apparenza, parrebbe non essere rimasto nulla di te. Ma basta tornarci  per  far riaffiorare un ininterrotto fraseggio interiore . Un frammento della mia anima è rimasto per sempre a Vignanotica. Ed ogni anno mi reco a fargli visita e a ricongiungermi ad esso. Sulla litoranea che da Mattinata conduce a Vieste, a circa 20 Km. da Vieste, quella deviazione che si apre a destra su di un ampio slargo asfaltato da cui si diparte una ripida stradina in viva discesa, introduce il viaggiatore al paradiso garganico per eccellenza. Dopo alcuni brevi tornanti e lunghi rettilinei precipiti verso il fondovalle, parte un sentiero ricoperto di ghiaia attraverso una folta macchia mediterranea punteggiata di pini d’Aleppo, fino alla Baia: una spiaggia inondata di sole, tra enormi falesie, vi si staglia da millenni all’orizzonte . Oh, luce di Vignanotica, dove le ombre mentiscono buio! Fammi diventare, corpo e anima , parte del tuo corpo; fa che io mi perda nel fatto di essere mera essenza e diventi luce anch’io, senza aspettare che altri “soli” futuri attenuino le tenebre delle mie angosce. Vignanotica non è per me sul Gargano il solo luogo dell’anima . Composta da due spiagge attigue, vegliate da uno spuntone di roccia ed entrambe composte di ghiaia, la località conosciuta come “Fontana delle Rose”, per via della presenza di  un’antica sorgente d’acqua dolce detta “Acqua delle Rose”, è uno splendido scorcio di natura incontaminata alla base di Monte Scapone, in contrada “Mattinatella” , incorniciato da bianche falesie. Lì campeggia l’affascinante Lido-Ristorante “CALA ROSA” gestito con grazia e professionalità da Antonia Ciuffreda: è il nostro nuovo approdo per l’evento consueto che mi vede ogni anno celebrare lo champagne in compagnia di Antonio Lioce.  

” CALA ROSA”

Nel comune di Verzenay, nella Montagne de Reims,  si trova “La Mouzonnerie”, una fattoria familiare di tre ettari dedicata alla viticoltura. E’ questa la sede della maison JEAN CLAUDE MOUZON . A condurla, Frédérique, figlia di Jean-Claude Mouzon, e suo marito Cédric Lahémade. La casa  ha una gamma di sette champagne. Tra le sue cuvées, “Les Déliés” simboleggia appieno lo spirito della maison. Una collezione di annate di un singolo vitigno, affinata in botti di rovere e classificata come Grand Cru. Questi gioielli enologici hanno la particolarità di non essere dosati. La “CUVEE LES DELIES 2004” che ci apprestiamo a degustare è  100% Chardonnay .

” Les Déliés” 2004

Nel cuore della Côte de Blancs, la Maison Jacquesson  possiede tre vigneti, piantati tra il 1962 ed il 1983 e orientati a sud-est: CHAMP CAIN , LA FOSSE, NEMERY.
Grazie alle condizioni climatiche del 1995 e ad una  viticoltura meticolosa, si produssero grappoli ben aerati e con una maturazione ottimale, con oltre 10° alcolici potenziali combinati ad un’acidità superiore ai 9 gr/l.
Vinificato in botti di rovere da 40 e 75 ettolitri, una parte dell’assemblaggio fu messo in bottiglia il 30 Maggio 1996 per diventare “ Avize Grand Cru 1995”. La maggior parte della cuvée è stata sboccata tra il 2001 e il 2004 per essere commercializzata in quell’epoca. L’Avize Grand Cru 1995 si dimostrò uno dei vini migliori mai prodotti fino ad allora da Jacquesson, e per questo si prese la decisione di conservare una piccola quantità di bottiglie per un ulteriore invecchiamento sui lieviti in vista di un “dégorgement  tardif” .
Circa 3000 bottiglie furono tappate a sughero per migliorare il potenziale aromatico del vino: grazie a questo procedimento la maison intese favorire l’insorgenza di ulteriori aromi terziari, perfettamente fusi alla freschezza conservata.
La sboccatura dell’Avize Grand Cru 1995 “Dégorgement Tardif”  è stata fatta nel Giugno 2010, dopo  14 anni di invecchiamento sui lieviti. Poche bottiglie residue sono rimaste in cantina in attesa del dégorgement. Adesso è qui a portata delle nostre papille gustative la versione sboccata in una manciata di esemplari ( forse 36 ) nell’Ottobre 2017, dopo circa 22 anni sui lieviti.

“Avize Grand Cru” 1995 D.T.

Roederer è una delle sole quattro maison della Champagne ad essere in mano ai discendenti del fondatore. Nella fattispecie è quel Louis Roederer che le diede vita  nel 1833 dopo aver rilevato dallo zio la “Schreider”, maison fondata nel 1776. Oggi la “Louis Roederer” è guidata da Frédéric  Rouzaud, settima generazione della famiglia. La maison ha intrapreso nel 2000 la sperimentazione parallela di agricoltura biologica e biodinamica e, dopo quattro anni, è iniziata una conversione agronomica che copre  più di trenta ettari. Lo champagne “Brut Premier” è sempre  stato un minuzioso e delizioso assemblaggio dei vitigni classici della Champagne e il biglietto di presentazione della maison. E’ forse il migliore della sua categoria. Ma questo che ci apprestiamo a stappare ha una particolarità: la bottiglia risale alla fine degli anni ottanta…..

Brut Premier

Non abbiamo mai amato fare classifiche fra campioni che meriterebbero tutti un plauso per le qualità organolettiche sciorinate. Ma stavolta due sono le sorprese: la tenuta virtuosa ( non quindi semplice sopravvivenza ) del “Brut Premier” di Roederer e soprattutto la splendida performance della cuvée di Mouzon. Nella versione 100% chardonnay del 2004,  “Les Déliés” all’olfazione  ha mostrato qualsiasi cosa: oltre ai profumi  d’ordinanza che ogni champagne corretto effonde , sentori  burrosi, suadenti e fragranti,   si avvicendavano a strali minerali, fumosi e torbati,  per virare poi su note da vino fortificato in tutte le declinazioni dello Sherry e del Porto. Al gusto la nota agrumata movimentava la beva rendendola golosa. Complessità in definitiva parossistica su di una base acida di splendida tessitura, integrata nel tutto e non il tagliente solista che spesso imperversa in tanti champagne anche blasonati. Superbo dalla prima all’ultima goccia il gioiello di casa Mouzon! Non viene nemmeno voglia di parlare degli altri campioni che ne sono stati, almeno in parte, oscurati. Ma se  il “Brut Premier”  ha fatto una bellissima figura con la sua serena evoluzione, la vera delusione è stata la bottiglia di Jacquesson. Dov’era la complessità promessa da un sì lungo riposo sur-lie? A cosa servirebbe il “Dégorgement Tardif” visto che il prodotto degustato, tecnicamente ineccepibile, è risultato  godibile ma fresco e povero di veri spunti emozionali ? Non si compra un D.T. per entrare in panetteria, in pasticceria e poi dire che è solamente buono. Meno male che c’è stato in precedenza  “Les Déliés”  e stavamo a “Fontana delle Rose”. Ad accrescere l’incanto del momento il contesto naturale mozzafiato, la cucina sfiziosa ed intrigante del Ristorante “Cala Rosa” e l’atmosfera calda ed accogliente che i gestori hanno saputo creare in forza di una squisita umanità . Giornata indimenticabile a “Fontana delle Rose”, la prima volta senza Vignanotica.

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