Buona anche la .. sesta (degustazione nazionale) di Les Caves de Pyrene ?

I vini di territorio di Les Caves, quest’anno, sbarcano all’Ex Dogana di via dello scalo di San Lorenzo in Roma, per l’ormai consolidato appuntamento della degustazione nazionale annuale aperta agli operatori.

Il Brillo Parlante ha fatto una puntatina nella capitale per vedere di persona cosa ha organizzato con la sua squadra patron Bucci per questa edizione 2018.

La manifestazione si è tenuta presso l’Ex Dogana di Roma,uno spazio multifunzionale sorto agli inizi del ‘900 come scalo merci ed oggi utilizzato per ospitare eventi di ogni genere.

La location si presta particolarmente bene a questo genere di manifestazioni anche grazie alla sua posizione strategica in quanto ubicata a poche centinaia di metri dalla stazione Termini, quindi facilmente raggiungibile anche a piedi.

Sessantasette (67) i produttori “presenti”, non tutti in prima persona ma tutti degnamente rappresentati dai trecentosettantadue (372) vini in assaggio .

A completamento della manifestazione, tre operatori della ristorazione laziale ( Trippini da Civitella del lago, Pastella e Trapizzino da Roma ), il banco formaggi di Fil Rouge ( da far perdere la testa a chi – come noi – apprezza il genere ), poster e magliette sul tema “We can be heroes”, i caffè di Maska Coffee, le attrezzature per il servizio e il controllo termico del vino di Visioni, gli aceti di La Guinelle, gli Armagnac di Chateau de Leberon e Domaine d’ Aurensan, la bella novità dei cocktail di Drinkit ; insomma un  bel circus, piuttosto completo…..

Per questa edizione 2018 Les Caves è riuscita a coinvolgere anche una nota radio romana che, nell’arco della giornata, ha intervistato a turno produttori e addetti ai lavori presenti all’evento, oltre a diffondere bella musica.

 

Ok! Tutto molto bello, ma veniamo a noi! O meglio veniamo al vino!!!

 

Passeggiando tra i banchi di degustazione ( unico neo della giornata la loro disposizione un po’ troppo ravvicinata e con poco spazio di fronte, con così tanti produttori e tantissimi visitatori ) abbiamo incontrato tanti vignaioli che già avevamo il piacere di conoscere, preso confidenza con diverse new entry e constatato qualche assenza dovuta all’uscita dal catalogo di Les Caves.

Noi del Brillo Parlante – per orientarci tra i tantissimi vini in degustazione – abbiamo preferito concentrare la nostra attenzione sulle novità del 2018 ( con qualche sporadica eccezione per qualcosa di già noto ) ; se non avessimo fatto così avremo rischiato davvero di perderci…..

Dunque, ecco quello che più ci è rimasto impresso nella memoria e nel cuore.

  • Non è ancora neppure in catalogo, ma il nuovo progetto di Mattia Barzaghi – targato Tenuta Montagnani – già promette grandi cose. Due le Vernacce assaggiate, entrambe 2017 : una base in riconoscibilissimo stile Barzaghi, che ci ha fatto venire voglia di aprire una Rezet 2011 conservata in cantina, e un crù da singola vigna che mostra fin d’ora un grande potenziale evolutivo.

 

  • Cascina Ebreo : Rosso 2016, blend di Dolcetto con saldi di Barbera e Nebbiolo, la facilità di beva sposa la capacità di durare nel tempo. E poi due vini che possiamo già considerare di “culto” : Barbera Segreto e Nebbiolo Torbido ( entrambi 2009 ). Il primo per chi crede che la Barbera non possa avere complessità; il secondo un Barolo non Barolo da far girare la testa.

 

  • Una “lacuna” storica del catalogo Les Caves è finalmente colmata : arriva un Aglianico ! E che Aglianico quello de “ Le Nuvole” di Barile. Abbiamo provato solo il crù Franco 2014 ( la versione base Russe non era ancora imbottigliata ) e la sua eleganza ci ha stregato. Di spalla una versione in rosato, Russine, con un bel bouquet olfattivo e una beva piacevolissima. Infine un interessante bianco, Ianghe, da vitigni autoctoni che più autoctoni non si può ( Malvasia del Vulture e Moscato di Rapolla ).

 

  • Di Monte Maletto a colpirci inizialmente erano state la zona di provenienza ( Carema ) e le etichette “soldatiane”. A Roma poi abbiamo conosciuto Gian Marco Viano e quando ci ha parlato dei terrazzamenti su cui sorgono le sue vigne e della scomparsa di suo padre nello stesso periodo in cui lui iniziava a fare vino l’assaggio per noi era diventato pleonastico. E difatti abbiamo incontrato due piccoli capolavori : Erbaluce di Caluso Vecchie Tonneau ( teso e vibrante ) e Battito del Maletto ( la finezza fatta vino ).

 

  • Varchiamo le Alpi e siamo nel terroir di Banyuls. Ci voleva un artista portoghese ( Josè Carvalho detto Zè ) per diffondere l’idea che qui si possono creare anche grandi vini secchi…. La dimostrazione : Le Vieux Saltimbanque ( Chardonnay, Grenache blanc e Macabeu ) per un bianco di grande struttura e mineralità ; Le Pirate qui Chante ( 100 % Grenache Noir ) per un bagno gustativo di mediterraneità.

 

  • A questo punto andiamo a trovare una vecchia e simpaticissima conoscenza, Natale Simonetta di Cascina Baricchi, richiamati da due novità. La nuova edizione del ChèChà in grande spolvero e grazie al 40% di chenin sulla base chardonnay in pieno “Cheninja Style”. E poi una chicca fuori catalogo : un bianco rifermentato in bottiglia da bere a secchi ( a Roma l’afa la faceva da padrona ) dal nome in sintonia con il personaggio di Natale – Johnny Gambato ( 70% di pinot nero e il resto vitigni a bacca bianca ).

 

 

  • Dulcis in fundo, non si poteva non passare dal vulcanico Fulvio Bressan; anche perché c’era la possibilità di bere la sua ultima gemma. L’attesa non è andata delusa : il Nereo Pignol 1997 in Magnum da pochissimo in bottiglia è stato una deflagrazione di tutto ciò che contraddistingue un immenso vino rosso, dalla complessità pazzesca ma a 21 anni dalla vendemmia ancora vivo, fresco e bevibile.

Dunque la risposta è si : buona anche la sesta!

Les Caves è una garanzia per questo genere di manifestazioni : Christian e i suoi collaboratori riescono sempre a coniugare professionalità e goliardia in modo da rendere interessante e piacevole al contempo la giornata con la loro “scuderia” ( una citazione particolare alla consueta simpatia dell’amico Paolo Pallozzi – per l’occasione al banco della “Francia attorno ai 10 €” con Ganevat di scorta…… ).

 

Il loro catalogo è proprio come piace a noi, dinamico, aperto alle novità innestate su un telaio consolidato di  conferme : come a nostro parere dovrebbe essere qualunque carta dei vini.

Dalla Ex Dogana di Roma per il Brillo Parlante è tutto.

Arrivederci alla settima edizione e occhio al nostro blog con tante novità in arrivo…..

 

4 Commenti

  • Michele Del Principe
    Michele Del Principe
    11 mesi ago

    Esordio benaugurante, fortemente evocativo.

  • Stefano di salvia
    11 mesi ago

    Siete stati come un buon vino bianco bevuto in una sera d’inizio estate… fresco, leggero, che va giù una bellezza! Ora l’esempio di etichetta spetta a voi che siete gli esperti.
    Complimenti!

  • Antonio
    11 mesi ago

    Una lettura quanto mai interessante proveniente da “penne” e da persone altrettanto interessanti.
    Keep going

  • Edoardo giuseppe
    11 mesi ago

    Spero che soprattutto i giovani si avvicinino a questo Mondo infinitamente piacevole…

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