Brunello di Montalcino “Le Chiuse” 2005 e l’incontro con “Gli Sfracanati”

“ E’  nato un nuovo gruppo di “gaudenti”! Traendo ispirazione dalla natura dei loro più profondi e malcelati intenti si chiameranno “Gli Sfracanati”, al secolo Maurizio Romano, Francesco Gorgoglione, Giuseppe Nazzaro, Massimo Galantini, Carlo Basetti e il sottoscritto…” Era il 16 Ottobre del 2013, e cominciava un’avventura a sfondo enoico che, in maniera intermittente, dura tutt’ora. Al gruppo si è aggiunto Massimo Penna e di volta in volta si decide il da farsi con un’unica, fissa, stella polare: il vino. Sono le grandi bottiglie di vino le vere protagoniste del nostro “Simposio”. Non occorre inventarsi chissà cosa per imbastire una degustazione degna di questo nome. Basta recarsi in un luogo dove si mangi bene e ci sia una cantina fornita: l’Osteria Varanalle di Ariano Irpino fa al caso nostro. Poi, basta vincere facile, e proporre  in rapida successione dei sicuri campioni enoici. Nella fattispecie, ecco la nostra scelta per la bevuta odierna : Barolo Castellero 2015 – F.lli BARALE,  Castel del Monte Nero di Troia Riserva 2012 “OTTAGONO” – TORREVENTO, Montepulciano d’Abruzzo 2012 – Emidio PEPE, Brunello di Montalcino 2005 – LE CHIUSE.

Sergio Barale guida l’azienda omonima dal 1985.  Questa storica realtà è stata fondata nel 1870 . Ubicata nel cuore del paese di Barolo, in via Roma, ha recentemente ottenuto la certificazione biologica in forza di scelte agronomiche ed enologiche ben precise: letame come concime, utilizzo di lieviti indigeni, rame e zolfo come fitofarmaci, diserbo meccanico, utilizzo esiziale della solforosa, lunghe macerazioni e  affinamenti in botti grandi. Da viti vecchie di 40 anni, da una vigna che giace sull’argilla e sul limo del cru “Castellero”, Sergio Barale produce un elegante Barolo che mutua dalla contigua “Bussia” di Monforte il corpo e dal prospiciente “Cannubi” l’anima . 

Ottenuto da una selezione di uve “Nero di Troia” , coltivate nei pressi di Castel del Monte  nel vigneto della “Piana di San Giuseppe”, il Castel del Monte Nero di Troia Riserva 2012 “OTTAGONO” è il fiore all’occhiello della produzione vitivinicola dell’Azienda Torrevento di Francesco Liantonio, a Corato ( BA ). Da una realtà gigantesca ( l’azienda gestisce circa 500 ettari di terreni ) , L’Ottagono è un vino minuzioso e preciso, dal naso profondo, carnoso e balsamico. Matura in botti grandi di rovere per 12 mesi. Parte dell’Azienda Torrevento è a conduzione biologica.

Quando si parla di Emidio Pepe si parla di una tradizione quasi unica: una realtà vitivinicola biologica e biodinamica prima di ogni moda e senza il bisogno di certificazioni. Fondata nel 1964, l’azienda è situata a Torano Nuovo, comune della provincia teramana dal microclima influenzato sia dalle brezze marine del vicino Adriatico, sia dalle correnti fredde che spirano dalle incombenti vette del Gran Sasso. Le vigne , ormai di cinquant’anni, sono impiantate su suoli argillosi e calcarei, ricchi di minerali.  Ma la differenza la fa l’uomo: conduzione agronomica e trasformazione enologica rispettanti le più antiche tradizioni contadine, grappoli pigiati con i piedi, fermentazione svolta in vasche di cemento vetrificato senza aggiunta di lieviti né di solforosa, sosta del vinificato in serbatoi di cemento per 24 mesi. Segue l’imbottigliamento senza nessuna filtrazione .
Si scrive “Le Chiuse”, si legge BIONDI-SANTI. Il podere, costituito da 18 ettari complessivi divisi tra bosco, vigneti ed oliveti, faceva parte dei possedimenti della famiglia che ha inventato il Brunello di Montalcino. Infatti quando Maria Tamanti, nel 1700, sposò Clemente Santi, considerato l’iniziatore di quell’avventura che sancì la nascita del capolavoro vinicolo  ilcinese per eccellenza, portò in dote la tenuta. Poi la loro figlia Caterina sposò Jacopo Biondi ed il primogenito Ferruccio, rispettando il volere della madre,  aggiunse il cognome materno “Santi” al suo. Ferruccio Biondi-Santi continuò l’opera del nonno Clemente, selezionando quel particolare clone di Sangiovese grosso da cui ebbe origine il Brunello. Ma fu il figlio Tancredi a proiettare il Brunello nella Storia dei grandi vini del pianeta. Proprio dal Podere “Le Chiuse” Tancredi era solito selezionare parte delle uve utilizzate per le sue Riserve di Brunello di Montalcino. La tenuta fu poi lasciata in dote alla figlia Fiorella con la raccomandazione di non venderla mai. Infatti, fino alla metà degli anni ottanta, le vigne sono state cedute in affitto al fratello di Fiorella, Franco Biondi-Santi, padre dell’attuale amministratore della tenuta del Greppo, Jacopo Biondi-Santi ( la maggioranza azionaria, essendo la Biondi-Santi una SPA,  è passata in altre mani ). Alla morte di Fiorella nel 1986 sua figlia Simonetta Valiani ha ereditato “Le Chiuse”. E col marito Nicolò Magnelli ed il figlio Lorenzo ha cominciato a produrre per proprio conto il Brunello “Le Chiuse”. I vigneti sono diretti discendenti delle vigne di nonno Tancredi e la qualità dei vini è conseguenziale a simili presupposti umani e materiali.

Il campione di giornata è stato, senza alcun dubbio, il Brunello di Montalcino 2005 “Le Chiuse”. Elegante , raffinato, profumato, corposo, delizioso, interminabile. Gli altri vini, fatta eccezione per la prorompenza animale del Montepulciano di Pepe, sono letteralmente svaniti nella fumèa del ricordo. Il Barolo era troppo giovane. Il Nero di Troia troppo rustico. Il Montepulciano è un vino materico ed umorale, dal grande impatto emozionale. Ma il Brunello 2005 “Le Chiuse” è stato il vino con la maiuscola, quello che non teme confronti , quello che ti fa pensare di fermarti nella ricerca ed esclamare l’EST!EST!!EST!!! del prode scudiero Martino che, intorno al 1100, aveva l’incarico di precedere il corteo del Monsignor Johannes Fogger ( o Fugger o Deuc o Defuk che dir si voglia: non tutti erano d’accordo sul suo nome! ) e marchiare con un EST! , vale a dire “c’è” , tutte le locande dove veniva servito vino buono. La leggenda narra che solo una volta utilizzò una triplice esclamazione , sulla strada per Montefiascone, nei pressi del lago di Bolsena. EST! EST!! EST!!!  per il Brunello 2005 “Le Chiuse” dunque,  salvo poi ripartire, perchè il vero appassionato fa così, sulle tracce dell’immigliorabile vinicolo.

RT

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